L'amore tra donne (che serve davvero)

Le famose protagoniste del film "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno": Idgie e Ruth sono due amiche che si vogliono tanto bene. 


«...ma amica, io nei tuoi confronti ho un amore viscerale da vent'anni, inutile nasconderlo»: con questa dichiarazione, la mia amica Carol, chiosava un discorso sull'amicizia e sull'amore, mentre - l'altra mattina, come spesso accade - rassettavamo casa tenendoci compagnia al telefono. 

Non che la Tata - che insieme alla Carol, sono il mio cuore destro e il mio cuore sinistro - non abbia mai compiuto affermazioni diverse e viceversa: in più di un'occasione ho empatizzato così tanto con lei, da sentirla parte di me. 

E potrei mai provare un amore meno viscerale di questo, per le mie amiche? 

No. 

Sento che mi scoppia il cuore di gioia quando so che l'indomani vedo la Tata finalmente dopo giorni e giorni di immensi impegni familiari; sorrido da sola quando ripenso a certe frasi sconnesse della Carol che hanno dato vita a momenti di risate impossibili da frenare; con entrambe non vedo l'ora di sentirle e raccontare tutto quello che ho vissuto durante una giornata stancante... 

E che dire delle amiche lontane che la tecnologia rende più vicine? Tutte sante donne che mi sopportano, mi confortano e per le quali ringrazio il Cielo ogni giorno. Ogni loro messaggio - anche buffo - è una gioia; ogni loro messaggio, soprattutto vocale - di solito della lunghezza di un podcast - è una condivisione sempre ricca; ogni telefonata - mentre una lava le pentole e l'altra sistema i letti - è un affidarsi reciproco profondissimo...

Insomma: il bene che voglio a loro è amore. Vero. Concreto. Totale. 

Perchè lo riconosco come tale?

Ora lo spiego. Adesso ripropongo la frase del film "Pomodori verdi fritti...". 

Idgie è accusata dell'omicidio di Frank Bennet, marito di Ruth, dal quale lei scappò incinta del piccolo Buddie, dopo anni di angherie e violenze. Idgie è innocente, ma tutti sanno che ha un carattere irruento e forte, un disprezzo per le regole e la Legge molto eccessivo e manifesto, ed è una ribelle che non vuole 'accasarsi' con un marito, infine, in molti sanno ch'ella minacciò Frank Bennet di ucciderlo se si fosse permesso di avvicinarsi a Ruth per picchiarla e portarsi via Buddie. Il giudice chiama a deporre Ruth chiedendole il motivo per il quale ella - che è una donna colta, rispettabile ed elegante - difende così tanto una ragazzetta che potremmo chiamare "maschiaccio". Ruth candidamente risponde: «Perchè lei è la mia amica e io la amo».

Chiunque sa la mia vicenda personale, chiunque conosce chi sono e da dove vengo, non può che sapere un fatto concreto: l'amore prossimale, ossia di chi ci sta vicino anche solo con un messaggio vocale mentre si lava i denti o tenta di mettere un pannolino al figlio novemesenne che scappa, è quello che fa sopravvivere. 

Alt! Faccio una parentesi per il classico moralista con il ditino alzato che, quando sente le parole "amore", "figli", "marito" eccetera, è già pronto a ululare alla luna il rischio che il marito sia messo al secondo posto rispetto ai figli e alla moglie stessa che è chiamata solo a ottemperare all'indicazione paolina di sottomettersi al marito, dimenticandosi spesso artisticamente dell'indicazione nei confronti del sacrificio maschile verso il femminile paragonati alla posizione di Cristo e della Chiesa. Parlo di coloro che identificano l'appartenenza alla religione come tutta una serie di regole e indicazioni da ottemperare senza discussione e di coloro i quali scambiano la libertà fornita dalle regole, come un decalogo spento che è banalmente coniato per limitare il movimento personale: concetto che si scontra con l'indicazione agostiniana "Ama e fa ciò che vuoi".   
Certo, prima ci sono i mariti... chissà mica che una donna si dimentichi di essere prima moglie e poi casomai madre! Perchè tra il marito e i figli è necessario mettere una posizione di protagonismo ed antagonismo: giusto per mettere un po' di pepe in una vita altrimenti dettata dalla serenità familiare. E ovviamente seminiamo allegramente un po' di zizzania q.b. tra la donna e le creaturelle, giusto per calpestare per bene le orme del mondo del lavoro che educano le madri a stare lontane dai loro figli... Daltronde si sa: gli uomini diventano padri solo quando vedono il neonato e da quel momento è come se fossero costretti ad abdicare al loro diritto di avere il corpo della donna, oramai divenuta madre per cui cambiata in modo irrimediabile: il ruolo paterno è staccare la creatura dalla madre che deve - a un certo punto - tornare ad essere amante e moglie (giuro che c'è chi lo pensa)...

La realtà è ben diversa e spesso dipende proprio da come sono fatte le donne. Noi abbiamo proprio bisogno di ricevere prossimità e di crearla: se un domani mi dovessero chiedere come si superano le fasi pesanti della crescita dei figli (pressochè tutte con dei momenti di apparente calma circa durante la fase della seconda infanzia e subito dopo la pubertà prima dell'epoca della ribellione adolescenziale) cercando di barcamenarsi zigzagando tra le indicazioni della zia Luigina [che sono quelle degli anni Settanta, di solito (Si va dal sempreverde "Vietato Vietare", al moralismo più intollerante)]; i suggerimenti del catechista/pediatra di turno (per alcune malefiche congiunzioni astrali talvolta le figure coincidono); i moniti totalitaristi delle pedagogiste su Instagram (quelli che fanno sentire in colpa, manco le madri avessero l'abitudine di nutrirsi dei figli) e le pregevolissime leggi sulla conciliazione madri-lavoro che in Italia favoriscono la sospensione della patria potestà anche solo se i bambini vivono giocando con le galline e le pecore anziché scrollando i video fatti dalla AI su Youtube Kids (giuro che li ho visti per un paio di secondi e mi sono andati insieme i tre neuroni che ho nel cervello); ebbene se proprio dovessi rispondere a tale riflessione, io potrei solo dire: "Grazie alle mie amiche". 
No, non è che gli amici uomini non mi siano stati vicino, ma riesco ad avere confidenza solo con il mio sesso di appartenenza (com'è che dicono?... assegnato alla nascita). 

Le amiche dicevo: quelle che puoi messaggiare alle 4 del mattino iniziando la frase con un "Comunque, stavo pensando..." e loro ti rispondono subito perchè soffrono d'insonnia, allattano o stanno cercando di leggere un libro approfittando del fatto che spesso i bambini dormono di notte (spesso, non sempre). Sì queste. Perchè la prossimità è quel valore che sorregge le donne e le madri, che è necessaria. Il motivo è uno solo: tutte le madri e tutte le donne desiderano il bene dei loro familiari. Se una donna è madre, desidera veramente essere la persona migliore per il proprio marito, certo, ma anche e soprattutto per i propri figli. Perchè da un paio di generazioni le donne sanno molto bene che l'approccio migliore per adattarsi alla crescita dei figli dipende da quanto si conosce la Fisiologia e si fa di tutto per rispettarne le tortuosità decise dalla natura (o create dal Padreterno, che però è molto fantasioso, creativo - appunto - per amore). La maggior parte delle donne sa perfettamente che la genitalità imposta dal mondo progressista e materialista è di una povertà mostruosa (la controprova è la percentuale di sofferenza psichica tra i giovani e le giovani); la maggior parte delle donne sa perfettamente che trovare un uomo con il quale costruire una famiglia è veramente arricchente perchè significa camminare assieme e creare un nucleo forte e duraturo (la prova è la percentuale di coppie di ogni genere che partecipano alla corsa al figlio - anche artificiale - per comprovare la loro esistenza e maturità); la stragrande maggioranza delle madri è consapevole che in occidente l'approccio ipermedicalizzato alla fertilità e alla gravidanza è nocivo, per non parlare del fatto che la quasi totalità delle madri è assolutamente consapevole del fatto che per crescere una creatura sana e tranquilla c'è bisogno di poppa, nanna e coccole (la prova è la denatalità la cui causa, per me, risiede nella consapevolezza-timore che non si vive in un mondo adatto alla crescita serena di un figlio). 

Sto dicendo, molto banalmente, che per me - che di presentazioni di libri e conferenze ne ho tenute diverse, conoscendo tante donne soprattutto attraverso il Talento del Femminile - è adesso ormai molto raro trovare donne che trovano giusto il fatto che la madre sbologni il neonato di cinque mesi per tornare a lavorare o che felicemente consegnano il loro apparato riproduttivo alla farmacopea pensando che sia la miglior scelta possibile... 
Purtroppo, però, qualunque approccio personale o relativo alla famiglia che rispetti la Fisiologia e rispetti un andamento più armonico e sintonico alle stagioni femminili e infantili, si scontra in modo massiccio con il mondo materialista moderno: in questo frangente l'unica ancora di salvezza è la prossimità, l'affetto e il vero amore (inteso come Agape) tra donne. La comprensione che può esserci tra due amiche può salvare letteralmente una intera famiglia e io questo l'ho sperimentato in più di un'occasione, sia personale, sia raccontato da altre donne. 

No, non ci sono psicologi che tengano. Non ci sono indicazioni pediatriche. Non ci sono risoluzioni pedagogiche enunciate da testi se pur ottimi. Nulla è comparabile al nucleo che può crearsi tra un gruppo di donne che, mosse da vero amore, si sostengono marciando verso il bene. Il vero bene. E, per chiarire, la mia amica Cri qui lascerebbe cadere la sua frase: "Il bene non è contraddittorio", che sta a significare che quando tutte le amiche di una donna (se pur magari non concoscendosi tra loro, ma sentendosi legate alla medesima persona) le stanno vicine fornendo più o meno la stessa lettura degli eventi (i consigli dovrebbero essere il meno dispensati possibile), questo è il vero Bene. Se quella donna non prova sensi di colpa, non si sente un'incapace, non teme di essere diventata una decerebrata, ma vive dribblando le proprie difficoltà sentendosi meno sola e meno incapace, custodendo dentro di sé fortezza e speranza per andare avanti (magari facendo ammenda per i propri normalissimi errori), quello è il Bene che può far sentire una cerchia di amiche prossime e reciproche.

E perchè fare affidamento verso amiche quando, per esempio, una madre è in crisi con una fase di crescita di un figlio? Ebbene, perchè avere un approccio alla Fisiologia quando si sta crescendo un figlio, è stancante, spossante e logorante (proprio perchè la nostra società non lo contempla, auspicando l'isolamento del nucleo familiare e la solitudine per rendere ovvio e quasi automatico il bisogno di delegare a Esperti la crescita della propria famiglia). Lo è poichè la continuazione armoniosa e coerente dell'approccio educativo fisiologico una volta terminata l'infanzia e la prima fase di crescita (diciamo i nove, dieci anni) è la consapevolezza che i figli ci sono donati perchè noi genitori facciamo un percorso di crescita. 

Provo a dirlo in modo meno poetico. 

Ogni qualvolta sento un esperto parlare ai genitori (che questi sia un sacerdote, uno psicologo o un saggio non importa) di regole, metodi e strategie più o meno oppressive per trasmettere in modo rigidissimo il loro modo di pensare ed essere, mi sovviene il fatto che non sia assolutamente fisiologico né utile alla crescita di persone sane ed equilibrate. L'incapacità di mettersi in discussione e in ascolto del figlio (il medesimo figlio che viene cullato perchè ne ha biosgno, viene accolto perchè ne ha necessità e viene guidato attraverso dei "no" che siano una guida e non una frustrazione) mette i genitori - entrambi - alla prova. Parimenti a quando una madre si sente la famosa MammaDiMerda perchè ha urlato al figlio duenne che ha rovesciato il miele sui vestiti puliti, e quindi ha bisogno di amiche disposte a conosolarla dicendo che sia più che normale sentirsi in quel modo ma che non è una MammaDiMerda, la medesima madre ha bisogno delle medesime amiche che le dicono che la figlia adolescente che le urla "Ti odio" non lo fa con il cuore, ma con la pancia (anche perchè il cervello è occupato a marinare nella dopamina). «L'idea che i figli adolescenti fanno crescere i genitori non è contemplato dalla maggioranza dei cattolici che vivono la genitorialità come trasmissione di modelli indiscutibili. Ma crescere i piccoli con fisiologia ha come logica conseguenza quello di affrontare l'adolescenza in modo non rigido. E porta con sé la necessità assoluta di prossimità tra madrei. Perchè quando arrivi a non sopportare tuo figlio hai bisogno di altre madri che ti dicono che può succedere e non per questo fai schifo come madre» (amicaBeli nello splendore dei 25 millimetri).

Se attualmente venisse girato il film Pomodori verdi fritti... quasi certamente Idgie e Ruth avrebbero un rapporto più profondo dell'amicizia, un po' pruriginoso e sicuramente si darebbe a d'intendere che l'omicidio di Frank Bennet, padre del piccolo Buddie, sarebbe quasi corretto per liberare il piccino dal peso di avere un padre maleducato e violento. Cosa che attualmente è acclamata da una certa parte di cultura ultra-femminista e viene ipercriticata dall'altra parte di cultura contro-ultrafemminista dove dipinge tutte le donne come delle mantidi religiose che accoppano i mariti. In realtà entrambe le parti - che comunque aspirano a rovesciare litri e litri di sangue su social e carta stampata, sono ridicole e imbarazzanti. Le donne e gli uomini hanno la medesima carica violenta, maleducata, aggressiva, rabbiosa e narcisista, come - ovviamente - in entrambi i fronti troviamo persone buone, gentili, lungimiranti, di buonsenso e ragionevoli. Lo schierarsi da una parte o dall'altra denota sempre una qual misura di immaturità e limitatezza intellettiva. 

L'amore che muove Ruth verso Idgie è un affetto profondo che io nutro per le mie amiche e che costoro nutrono per me. Ed è questo che manca attualmente ed è questa la soluzione per la quale dovremmo combattere quotidianamente. La quantità di tempo che passiamo sui social dovrebbe essere sostituito da ore concrete o virtuali (ho amiche a Monza, Udine, Siena, Roma...) durante le quali ascoltarsi, confrontarsi, esprimere affetto e vicinanza senza per forza consigliare, suggerire o velatamente obbligare a essere o fare qualcosa. Il farlo renderebbe ognuna di noi meno sola. Come Ruth, sino a che non spira mentre Idgie le racconta la storiella delle oche che volando via spostano un intero lago ghiacciato, lo è stata sino a quel momento. 

L'amore tra donne esiste e non può basarsi sul fatto che l'essere umano di sesso maschile abbia culturalmente talvolta abdicato alla virilità cristica di essere concreto, servizievole, protettivo e risolutivo. Troppo comodo. L'amore tra donne c'è e può far sopravvivere anche un matrimonio scombinato, o una famiglia incasinata: questo perchè dà alla donna un po' di forza per dare il meglio di sé e portare avanti il Bene per la coppia, per la famiglia.