Poi c'è la gente.
Ci sono persone.
Ecco: io conosco persone. Io abbraccio le persone. Io mi sento davvero legata alle persone.
La domanda sorge spontanea: come distinguo le persone dalla gente? La risposta è molto più semplice di quello che sembra: le persone si guardano negli occhi ascoltandosi reciprocamente, la gente esprime il proprio pensiero come in un monologo, accertandosi di mantenere fondamentale il dato di fatto di
conoscere solo il proprio punto di vista e ritenendolo fondamentale.
Ecco: di gente ce n'è molta, di persone poche. E quelle poche - lontanissime dalla perfezione - per lo meno provano ad avere relazioni con chi è loro prossimo. Ci provano, eh... umilmente, semplicemente, mentre tentano di mettere il pane in tavola.
Ecco: se c'è qualcuno che lotta ogni singolo giorno per mettere il pane in tavola, ecco questo è il tipico iscritto all'Associazione Nazionale Famiglie Numerose.
Dopo aver passato i soliti due giorni di follia durante l’ultima assemblea, insieme a volti nuovi e famiglie nuove associate, ma soprattutto insieme a vecchi volti tanto amati — che conosco da tempo e che di nuovo ho abbracciato, di nuovo ho potuto ascoltare e con cui ho potuto chiacchierare — mi sono resa conto di alcune cose molto semplici.
Durante gli ultimi tempi, l’associazione ha dovuto affrontare numerose avversità: questo poiché invece di comportarsi da persone, si è gente. E perchè è tipico del nostro mondo appioppare aggettivi negativi diametralmente opposti a qualunque evento e qualunque idea con la quale uno parte, attribuendo giudizi affettati e affrettati senza dialogare con le persone.
Facciamo un esempio: se c'è chi si sente più vicino a idee più "di sinistra", verrà fuori prima o poi che l’associazione in realtà è colma di persone conservatrici. Se la persona ha più idee "di destra", sarà il contrario: ovvero l’associazione sarà piena di "zecche rosse".
Nel mondo cattolico non è diverso (un mio amico sacerdote dice spesso che c'è chi si dice cattolico, ma non è cristiano). Ho capito da tempo che il mondo cattolico non è altro che uno spaccato normale dove sono presenti un sacco di sensibilità, un sacco di idee, e ci si comporta nello stesso modo dimenticando, ovviamente, quella che è la cosa principale: cioè la lettura del Vangelo e delle parole di Gesù Cristo, che mi sembra che quando ha parlato sia stato piuttosto chiaro.
Tuttavia, per esempio, durante questo mandato della coppia presidenziale — perché in associazione le cariche sono sempre doppie, sempre di coppia, quindi il presidente dell'associazione è sposato con la presidente dell'associazione — è successo qualcosa di eloquente.
Prima spiego come ci si associa: in associazione ovviamente si può associare chiunque, ci sono sacerdoti, chiunque può sostenere l’associazione direttamente (sono venti euro all’anno e nessuno si sbanca per questo). Ebbene, una volta iscritti, si è pregati di leggere, compulsare e accettare la Carta dei Valori, che esprime la propria appartenenza a un tipo di famiglia numerosa che è fisiologica: ovverosia un padre, una madre, in linea di massima sposati, che hanno più di tre figli.
Che cosa è successo? È successo che ha chiesto di associarsi una coppia formata da due donne con dei bambini. Ora, il presupposto è risultato abbastanza chiaro fin da subito: cioè magari ricevere qualche scontistica, visto che l’associazione ha delle convenzioni con la grande distribuzione, con concessionarie di automobili o supermercati locali, e magari affrontare la maternità e la genitorialità senza sentirsi abbandonate. Io credo che mai come oggi ci sia bisogno di prossimità tra le persone, soprattutto tra donne: e chi mi legge lo sa.
Ovviamente questo ha creato un grande scompiglio. La Carta dei Valori è stata accettata comunque da queste due donne, per cui sono nate riunioni su riunioni del Consiglio Direttivo (del quale io non faccio parte), perché: "Oddio, che cosa succede adesso che due donne si sono iscritte all’associazione?".
Beh, in realtà niente.
Al contrario di come testate giornalistiche cattoliche temevano, giudicando tra l'altro il modo attraverso cui questa coppia aveva avuto i figli — ed è sempre piuttosto triste andare a indagare cosa succede non solo nelle camere da letto, ma anche negli uteri delle donne per giudicare se un bambino è più importante o meno importante a seconda di come viene concepito — semplicemente sono successe tutta una serie di diatribe enormi. Diverbi fomentati da persone che vedevano intaccata la grande onestà, la grande fermezza dell'associazione, con post su Facebook che titolavano, tra virgolette, "Ecco, ci siamo persi anche loro", intendendo l'associazione. Drammi. Dichiarazioni senza sapere niente di niente di ciò che era realmente accaduto.
Anche a me sono arrivati messaggi WhatsApp allarmisti che dicevano: "Guarda cosa succede nella tua associazione", non sapendo probabilmente che io ero coinvolta indirettamente in tutto quello che stava accadendo perché sono una persona a cui piace capire e, banalmente, ho chiesto direttamente cosa stava accadendo, senza fidarmi, com'è mio solito, delle baruffe chiozzotte.
Quello che però mi ha preoccupato di più, a parte l'andare a cavillare su come questa coppia di donne avesse avuto questi bambini (tra parentesi: chi se ne frega, sono bambini e come tali l’associazione li protegge)... Ecco, l'andare a chiedersi continuamente sui social facendo illazioni sul come mai queste due donne avessero voluto iscriversi, è stato piuttosto ridicolo se non fosse accaduto che i nomi e i cognomi di costoro sono stati diffusi con lo scopo di compiere indagini sui loro profili social (violando la privacy e rischiando denunce gravi).
Vorrei chiaramente ricordare che l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose tutela le famiglie numerose per tutelarne i bambini, non direttamente gli adulti. Non (solo) il padre come lavoratore o la madre (solo) come lavoratrice, ma i bambini, che sono quelli più importanti.
Molto semplicemente erano due donne che, accettando e probabilmente sapendo di fare qualcosa di non particolarmente usuale, chiedevano blandamente un po' di compagnia. È stato molto semplice: qualche membro dell'associazione ha sparso la notizia, impossessandosi di tutti gli indirizzi email degli associati (o una parte di questi), e ha cercato di rovesciare questa decisione presa con tanto di ragionamenti dal Consiglio Direttivo. Quest'ultimo, formato da adulti consenzienti in grado di intendere e di volere, ha ragionato per mesi su questa cosa. E ovviamente il pensiero è stato: innanzitutto, chi ci garantisce che in associazione siano tutti uomini e donne sposati e facenti parte di nuclei familiari perfetti o comunque senza un grammo di pecche?
In realtà sappiamo perfettamente che l’associazione, per esempio, custodisce in seno persone che non sono sposate, persone separate (che si sono separate prima, dopo o durante il momento in cui erano socie), persone che hanno avuto figli da altri. Probabilmente ci sono coppie di genitori in cui c’è manipolazione, violenza psicologica, violenza fisica, cattiveria, violenza sui minori... e che cosa ne possiamo sapere?
Che cosa ne sappiamo se la coppia che si associa ha rapporti sessuali all'interno o all'esterno della medesima coppia?
Che ne sappiamo se uno dei due, o entrambi, sono violenti o molestatori?
Che cosa ne sappiamo?
Una coppia che si iscrive accetta la Carta dei Valori, che è molto chiara, pare che debba anche dimostrare di essere perfetta e/o degna di far parte dell'associazione. A me piacerebbe tantissimo dire, quando qualcuno mi risponde che la "dimostrazione" di essere degni è importante: bene, io non lo sono.
Io e mio marito siamo gli ultimi ad essere degni! Abbiamo litigato, ci siamo fatti del male reciproco, abbiamo minacciato di separarci, io urlo con i figli...
Ma chi è degno?
Chi, con quali caratteristiche, ha la dignità?
Chi può giudicare chi è degno?
Questo fatto ha sconvolto molto tutta l'associazione. Alcune persone si sono disiscritte con discussioni a "cappello in terra" o in maniera silenziosa, probabilmente non ritenendo degna l'associazione della propria presenza. E nel mondo cattolico è successo l'inverosimile: molte persone si sono stracciate le vesti, si sono arrabbiate, perdendo un tempo lunghissimo a chiacchierare sui social, ad attaccare chiunque, senza aspettare la naturale evoluzione della situazione, senza osservare e togliendo il tempo alla riflessione e al discernimento. Ovvero non attendendo il fatto che a queste due persone, semplicemente, è stato detto che avevano violato comunque quello che era l'obiettivo dell'associazione, e queste hanno chiesto, su doloroso invito, di essere cancellate non rinnovando la loro iscrizione.
Basta, tutto qui.
Non è successo altro.
Quello che a me dispiace è che le persone che io conosco direttamente nell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose sono persone normali. "Normali" vuol dire che sì, la maggior parte di loro si identifica come cattolica: cattolici normali, cattolici che cercano di leggere Cristo nella loro vita, di continuare a leggerlo e stare a galla, perché la vita non permette facilmente di stare a galla seguendo Cristo, e questo è ovvio. A un occhio allenato, noi sappiamo che il mondo attuale, la modernità, non aiuta minimamente a seguire le parole di Gesù Cristo.
Sono persone che hanno mille pecche, mille difetti; che non si sentono né più né meno importanti perché hanno più figli, né più né meno importanti perché li hanno adottati o presi in affido, né più né meno importanti perché hanno avuto il dono di avere più di tre figli. Né più né meno si sanno degni di essere genitori, perlomeno sufficientemente buoni, per dirla come direbbe Donald Winnicott.
L’associazione è fatta da persone che vivono il cattolicesimo cercando di stare a galla il più possibile con umiltà, con coraggio, e cercando di tenersi per mano nelle difficoltà. Possiamo forse dire che l'associazione è fatta da cattolici conservatori o progressisti, fatta da persone più con idee "di sinistra" o
"di destra"?
Quello che so e vedo è che la Chiesa Cattolica Universale è fatta soprattutto da persone che si guardano allo specchio e dicono: "Signore mio, anche oggi ho sbagliato. Anche oggi ho risposto male, anche oggi
ho urlato, anche oggi ero...", questo è il presupposto che ammiro. Persone che cercano di fare il più e il meglio che possono come genitori, come nonni, e anche come amici.
A scanso di equivoci, l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose non può fare tantissimo se le si va contro, perché è vero che può fare qualcosa dal punto di vista associativo, ma non tanto politico se si perde tempo con scaramucce capricciose. Quello che può fare l’associazione è cercare di mettere insieme le voci, per esempio di tante mamme e di tante donne che vorrebbero essere madri e non possono perché le leggi sulla conciliazione familiare in Italia fanno schifo, quando invece sappiamo perfettamente che per essere mamme c'è bisogno di tempo. E le donne vogliono essere madri, piace essere madri, e vogliono starci con i loro figli.
L’associazione cerca di valutare che cosa può fare per le persone, per le famiglie, umilmente, semplicemente. Perché le mamme e i papà che collaborano con l’associazione sono persone che nel loro
piccolo offrono quello che è il loro talento: c’è chi sa usare il computer, chi sa usare la grafica, chi sa leggere le statistiche o elaborare i dati politici.
E si cerca solo una cosa, con un obiettivo solo: la possibilità di essere famiglie presenti, di essere genitori che hanno la possibilità di stare con i propri figli, al meglio, sbagliando, facendo qualcosina per tutti e ognuno, perché un domani ai figli venga in mente che essere genitori è difficilissimo, ma è tanto, tanto bello.
